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Palazzo Borea d'Olmo

Il Palazzo Borea d'Olmo

Nella via principale, Corso Matteotti la più elegante via di Sanremo, troviamo il palazzo Borea d'Olmo che prende il nome da una famiglia di origini venete, prima marchesi d'Olmo sotto i Savoia, baroni con Napoleone e duchi durante il regno unito.

Fu costruito nel XV secolo, possiede la facciata di chiaro gusto barocco definita da portali del '700, quello centrale sormontato da una statua di Madonna dell'artista fiorentino Montorsoli, allievo di Michelangelo, e quello di via Cavour, dove troviamo un Giovanni Battista del medesimo artista. Nell'atrio alla "genovese" dell'architetto Gio Antonio Ricca (1713) è collocato lo stemma della famiglia Borea d'Olmo.

Ha sede nel palazzo l'associazione culturale Famija Sanremasca di cui sono soci i soli nativi di Sanremo e i residenti da almeno due generazioni. Questo gruppo è un idea per mantenere viva la cultura ligure nella città ed organizza all'interno del palazzo incontri d'autore, con poesie, concerti e spettacoli, perchè anche la storia moderna è importante.

Il Museo Civico

Alcune sale del palazzo Borea d'Olmo sono adibite ad ospitare il museo civico di Sanremo, dove sono custoditi splendidi affreschi di G.B. Merano (1632-1698) e di M. Carrega (1737-1819). Nella prima sala sono esposti reperti archeologici preistorici, protostorici e romani trovati nel territorio ligure; è permanente la mostra didattica L'uomo e l'origine della civiltà in Liguria.

Museo Civico

Nella sezione "pinacoteca" invece, sono raccolte le numerose opere donate dal generoso e noto scrittore Luigi Asquasciati, ma conosciuto come Renzo Laurano. Qui sono a disposizione del pubblico dipinti tra cui La lapidazione di S. Stefano di C.G. Ratti (1731-1795) e Il ritratto di Maria Asquasciati Accame di G. Grosso del 1902.

Nella medesima sezione è esposto anche un bel plastico che riproduce la Sanremo del 1753, l'anno in cui il cartografo Matteo Vinzoni venne invitato qui dalla Repubblica di Genova per tracciare i nuovi confini e disegnare la nuova pianta della città, che appare raccolta intorno al colle della Pigna, mentre le colline circostanti sono tutte ricoperte da alberi da frutto.

Nella Camera degli Stucchi ancora troviamo carte geografiche della Liguria e cimeli garibaldini, tra cui lettere e oggetti vari, che facevano parte della collezione privata della nobildonna inglese C.G. Phillipson (1823) che fu donna di corte della regina Vittoria e amica intima di Garibaldi, come testimonia il carteggio personale tra i due, in parte esposto in queste sale. «Cara e gentilissima donna io vi amo con tutto l'affetto di cui sono capace», scriveva Garibaldi alla Phillipson il 14 ottobre 1867, dall'isola di Caprera. Di Garibaldi, la «bellissima» e «gentile e affettuosa» amica collezionò anche una ciocca di capelli. Tra gli altri oggetti personali esposti vi sono un anello, una tabacchiera ed un cappello.

Molti personaggi sostarono nelle sale del Palazzo Borea, tra i quali è importante ricordare il papa Pio VII, che le notti dell'11 e 12 Febbraio ivi dormì, a seguito della prigionia francese. La storia vuole che i devoti religiosi tentarono, ma con poca fortuna, di appropriarsi di ogni oggetto toccato dal santopadre, quali lenzuola, vasi o mobili e fu infatti impedito che le sale vennero del tutto saccheggiate.

Il Palazzo Borea d'Olmo è storia, è leggenda, è cultura moderna ed è musica per avvicinare la popolazione sanremese e non, al patrimonio ligure ed internazionale.

Il Museo Civico Archeologico di Sanremo

Indirizzo: Palazzo Borea d'Olmo, via Matteotti 143 - 18038 Sanremo (IM)

Telefono (Biblioteca Civica): +39.0184.531942

Orario di apertura: da martedì a sabato 9.00-12.00 e 15.00-18.00

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