Coldirodi

Coldirodi

Il paese è disteso lungo il crinale della collina che separa le insenature di Sanremo e Ospedaletti, in straordinaria posizione panoramica. Anticamente si chiamava Colla. Ancora oggi gli abitanti vengono chiamati collantini. Il nome moderno di Coldirodi deriva dalla leggendaria presenza in zona dei Cavalieri di Rodi. Nel Medioevo, reduci da una Crociata, i Cavalieri di Rodi (già Cavalieri di Gerusalemme, poi di Malta) si sarebbero fermati qui per curare dei compagni feriti. Un ospedale installato vicino al mare dai Cavalieri di Rodi avrebbe dato origine anche al nome di Ospedaletti.

I primi abitanti della Colla scelsero questa zona, nel Quattrocento, perchè era più facilmente difendibile dai pirati che infestavano la costa. Nel Cinque e Seicento la distanza dal mare non impedisce agli abitanti della Colla di subire le aggressioni dei pirati barbareschi, che saccheggiano il borgo e rapiscono uomini e donne. Nel Settecento risulta ancora attivo in paese il Magistrato per il riscatto degli schiavi. Nel 1753 la Colla rivendica la propria autonomia da Sanremo e si schiera con la Repubblica di Genova. Sanremo si ribella e questo episodio avvia la durissima repressione dei Genovesi. Nel 1882 la Colla cambia nome e diventa Coldirodi, municipio autonomo fino al 1928, poi frazione di Ospedaletti fino al 1956, quindi frazione di Sanremo.

La Coldirodi moderna è un pittoresco borgo di crinale, circondato da serre, abitato da una nutrita comunità di Abruzzesi, immigrati nel dopoguerra per lavorare nel settore floricolo. Già intorno agli anni Venti erano giunti in paese dal sud numerosi lavoratori che «con tenacia e sforzo resero più belle le sue terre e le sue colture, accolti e apprezzati dai locali collantini», come ricorda una lapide murata all'esterno dell'ex municipio.

Coldirodi possiede una risorsa culturale e turistica di primissimo piano, ancorchè meno valorizzata di quanto meriti: la Pinacoteca Rambaldi.

Sulla piazza principale del paese, accanto alla pinacoteca Rambaldi, la chiesa di San Sebastiano, di fondazione medievale, rifatta in epoca barocca. Conserva dipinti di Maurizio Carrega (1750-1815) e una statua di San Sebastiano attribuita al Maragliano. Ma l'oggetto più curioso della chiesa è il grande reliquiario esposto a un altare della navata sinistra. Di fronte alla chiesa di San Sebastiano, sul lato opposto della piazza, l'antico oratorio di Sant'Anna custodisce affreschi del Carrega. A fianco della chiesa di Sant'Anna, in via Costa, si trova la casa natale di padre Giovanni Semeria (1867-1931), uno dei figli illustri di Coldirodi, famoso predicatore barnabita.

Il monastero di Sant'Elia si trova lungo la strada che da Sanremo sale a Coldirodi. È un capolavoro moderno (1958) dell'architetto Gio Ponti. «Ricordatevi sempre» disse un giorno l'architetto alle monache di clausura che abitavano il convento «che quando mi chiedono quale è la migliore delle mie opere io rispondo sempre e subito che è il vostro Carmelo, per la ragione che il nostro Carmelo è l'opera mia più vicina al mio cuore». Il regime di clausura del Carmelo non impedisce ai turisti di visitare la semplice chiesa, dotata di ampie vetrate che consentono alla vegetazione circostante di entrare, quasi, nel piccolo e luminoso edificio.

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