Pian di Nave Sanremo

Pian di Nave

Il piazzale di Pian di Nave a Sanremo è stato sottoposto ad un ingente restyling per essere nuovamente donato alla città. I lavori sono rientrati nel più ampio progetto integrato “Pigna Mare”, concernente la riqualificazione del centro urbano con l'asse Mombello – Santa Tecla, che dal cuore storico denominato Pigna conduce al mare, e le isole pedonali di piazza Muccioli e di corso Matteotti. L'inaugurazione è avvenuta il 31 luglio 2014 con: l'apertura della piazza e del relativo sito archeologico; l'intitolazione del parco con i giochi per i bambini al Caporal Maggiore degli Alpini Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan; e l'intitolazione dei giardini antistanti il forte di Santa Tecla al Comandante Partigiano Vittorio Guglielmo “Vittò”, Medaglia d'argento al Valor Militare. Un doveroso e sentito omaggio di Sanremo ai suoi eroi, di oggi (Chierotti 1988 – 2012) e di ieri (Guglielmo 1916 – 2002).

Ponte del Vallotto Sanremo

A Pian di Nave sono stati ritrovati dei resti archeologici, protetti con coperture trasparenti e sapientemente valorizzati: una serie di murature portate alla luce durante gli scavi per la realizzazione del canale scolmatore del torrente San Romolo. Si tratta di un edificio seicentesco, comprensivo di un impianto per la commercializzazione dell'olio di oliva e di una fornace per metalli, oltre che di una significativa porzione del medievale ponte del Vallotto, originariamente situato all'incrocio tra via Feraldi, via Corradi e via Palazzo. L'antica ubicazione, lungo la strada romana, si giustifica con lo sviluppo del complesso dell'attuale concattedrale di San Siro, databile al XII° secolo, anche se risulta certo un insediamento fin dal I° secolo a.C.. Il ponte del Vallotto rimase in uso fino al 1866, quando venne inglobato nella copertura del torrente. La necessità di allargarne la sezione idraulica, di recente, ha comportato lo smontaggio della struttura, ricollocata nei giardini intitolati al deputato partigiano Gino Napolitano, Medaglia d'argento al Valor Militare (1924 – 2000). Quest'area verde, a lato del forte di Santa Tecla, è interamente dedicata al 25 Aprile e vi spicca il monumento ai Martiri della Resistenza di un altro partigiano, scultore e pittore legato a Sanremo: Renzo Orvieto (1922 – 1999).

I resti archeologici sono estremamente importanti perché documentano l'ultima fase di vita del quartiere di abitazione di Pian di Nave, demolito nel 1755 per far spazio al forte di Santa Tecla. Il quartiere sorse nel XVII° secolo lungo la costa tra il vecchio ed il nuovo molo e ciò lascia intendere come fu l'ampliamento del porto a determinarne la nascita e l'evoluzione. L'edificio seicentesco, per due lati affacciato direttamente sulla spiaggia, contava due abitazioni di un piano. Il pianterreno della prima, posta più a monte, era adibito a delle attività artigianali. Oggi è possibile vedere solo alcuni ambienti: della prima unità il locale per lo stoccaggio e la vendita dell'olio e la preesistente fornace per la fusione del metallo ed un vano della seconda unità.

All'interno dell'impianto per la commercializzazione dell'olio, quattro vasche rettangolari, interrate e profonde circa un metro servivano per immagazzinare la riserva. Tali cisterne avevano la capacità di mille litri ciascuna ed erano ricoperte di ardesia a protezione dai raggi solari, per mantenere costante la temperatura ed onde evitare sprechi, essendo l'ardesia non impregnante. Appoggiato alla parete opposta si trovava il bancone, anch'esso in ardesia, per la vendita al minuto dell'olio. Il prezioso liquido fuoriuscito nel travaso da giare e bottiglie di produzione provenzale veniva convogliato in un catino ai piedi del banco e così recuperato.

La fornace per metalli costituisce un'ulteriore testimonianza dei traffici commerciali marittimi intrattenuti dalla Città dei Fiori nel Mediterraneo. Il rame che vi si fondeva probabilmente proveniva dalla Sardegna o da Massa Marittima in Toscana. Si parla di rame per via delle colature di colore verde sulla superficie interna della cupola della camera di fusione, seminterrata e dalla tipica forma ovoidale. Il marcato annerimento, inoltre, è compatibile con l'elevata temperatura di fusione del rame intorno ai 1100° C.. In seguito, prima della dismissione definitiva della fornace, si apportò una modifica nella parte frontale della camera di fusione con l'inserimento di un'apertura voltata, che non presenta tracce di combustione, facendo quindi supporre un differente utilizzo della struttura.

Il piazzale Pian di Nave ed il porto vecchio sono dominati dal forte di Santa Tecla, con la curiosa caratteristica di avere le feritoie rivolte verso la città, a causa della rivoluzione del popolo contro il dominio della Serenissima Repubblica di Genova il 6 giugno 1753. La reazione della Repubblica fu immediata e decisa: una spedizione navale al comando di Agostino Pinelli soffocò la ribellione il 15 giugno. In tal modo si spiega il tesoretto di 102 monete del commerciante d'olio, nascosto in tutta fretta sotto il pavimento e poi abbandonato giacché molti rivoltosi vennero arrestati ed altri esiliati. Le monete, custodite in un sacchetto di tessuto ed ordinate in sette pile di piccoli importi, erano pronte per altrettanti pagamenti. Scoperte nel 2005, durante lo scavo diretto dalla Soprintendenza archeologica, restaurate ed oggetto di studio numismatico, si sono rivelate di diversa provenienza, sia dalle grandi nazioni europee sia dagli stati italiani preunitari tranne dalla “Superba”, e risalenti dal tardo XVI° alla metà del XVIII° secolo.

L'insurrezione del 1753 fu fatale a tredici case di Pian di Nave, descritte come le più belle e recenti, alte fino a tre piani, con i solai voltati e le coperture piane impermeabilizzate. Genova le confiscò e demolì per costruire la fortezza sulla spiaggia alla base del nuovo molo, a perpetua minaccia e controllo di Sanremo. Le due unità dell'odierno sito archeologico appartenevano agli Eredi Gio.Batta Navone ed al Reverendo Prete Giovanni Sappia, secondo i documenti relativi all'esproprio del quartiere conservati nell'Archivio di Stato del capoluogo ligure. Il forte di Santa Tecla venne edificato in appena dieci mesi, circondato da un fossato e da spalti. Si reimpiegarono i materiali di risulta dalla demolizione e, come per l'edifico dell'area archeologica, si usarono dei pali lignei per le fondamenta, dato il terreno sabbioso, poco compatto ed instabile. I lavori, iniziati il 16 maggio 1755, si conclusero ufficialmente il 12 marzo 1756. Ai nostri giorni è destinato a diventare il nuovo centro culturale polivalente della Città dei Fiori.

Meridiana Sanremo

Pian di Nave offre una vista mozzafiato sul mare ed è il posto ideale per un momento di relax. In aggiunta, si può usufruire gratuitamente della wi-fi messa a disposizione dal Comune. Il pavimento della piazza è decorato con una meridiana avente funzione didattico-ludica, opera dell'architetto Marco Lorenzetti. I numeri graficamente ricordano le note, essendo Sanremo l'indiscusso palcoscenico della canzone italiana, e come loro chiave di lettura è raffigurato il sole con lo stemma della città. L'ora dell'orologio è convenzionale ed indica il tempo medio del fuso. Ciascun luogo, invece, possiede un'ora solare facilmente determinabile con una meridiana. L'ora locale esatta si legge grazie all'ombra, proiettata verso i punti orari, di una persona posizionata con i piedi uniti sull'immaginaria linea meridiana S/N, che intercetta la scala delle date in corrispondenza del giorno e dell'anno. Provare per credere!

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